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Il termovalorizzatore

Il CDR conferito all’impianto di termovalorizzazione di Pietrasanta č scaricato direttamente all’interno in una tramoggia walking floor ed alimentato attraverso un sistema di trasportatori meccanici a due sili di stoccaggio a servizio delle due linee di combustione.
Da essi viene ripreso tramite coclee di alimentazione ed avviato alle tramogge di carico dei forni a letto fluido appositamente progettati per la termovalorizzazione del CDR.
Durante la fase di combustione e nel primo canale di caldaia viene assicurato il mantenimento dei prescritti parametri di temperatura e tempo di residenza allo scopo di abbattere la formazione di incombusti, diossine e furani.
Sempre in sede di combustione vengono addizionate dolomite e ammoniaca in soluzione acquosa per attuare, rispettivamente, un processo di desolforazione e denitrificazione dei fumi.
I generatori di vapore, integrati ai forni, recuperano il calore sviluppato con la combustione e producono vapore surriscaldato ad alta pressione e temperatura.
I fumi raffreddati dallo scambio termico con il vapore accedono alle rispettive linee di depurazione che completano il processo di abbattimento degli inquinanti, gią iniziato in fase di combustione.
Il processo č del tipo a secco+umido e si basa sulla reazione degli inquinanti acidi con sorbalite, sull’adsorbimento dei metalli pesanti e delle diossine e furani su carbone attivo e sul trattamento di finitura ad umido all’interno di uno scrubber a due stadi.
Il vapore prodotto alimenta una turbina della potenza di circa 6 MW per la produzione di energia elettrica da immettere nella rete nazionale.


 
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